venerdì 20 ottobre 2017

Greggio, gli investitori rimangono prudenti

Dopo un avvio di settimana al galoppo, il petrolio ha innestato la retromarcia a metà settimana. Tanto i future sul West Texas Intermediate che quelli sul Brent hanno perso oltre l’1%. Probabilmente si tratta di un normale riflesso fisiologico dei guadagni precedenti, in sostanza le prese di profitto si fanno sentire dopo l'impennata dei primi giorni della settimana. La crescita era stata alimentata dalle tensioni in corso in Medioriente, che minacciando interruzioni ai rifornimenti hanno spinto al rialzo i prezzi e anche i migliori segnali trading opzioni binarie gratis a suggerire il rialzo.

Analisi del mercato del greggio


Va però anche detto che il mercato ha risentito della pressione esercitata da un valore superiore alle previsioni emerso circa le scorte, così come pubblicato nel rapporto settimanale dell’EIA. Bisogna mettere nel conto anche le parole dell’attuale Governatore della Banca centrale cinese. Quest'ultimo ha smorzato un po' di entusiasmi riguardo la crescita economica, alimentata da forti debiti e investimenti speculativi.

Nella giornata di oggi invece i mercati si muovono in leggero rialzo, come abbiamo visto sulle piattaforme trading bonus senza deposito favoriti dai segnali di riavvicinamento tra domanda e offerta. Anche nel lungo periodo ci sono segnali di ripresa. Tuttavia gli investitori preferiscono ancora restare guardinghi, del resto manca poco all'annuncio di un’estensione di tagli alla produzione fino alla fine del 2018 da parte dell’Opec. Fino ad allora il mercato dovrebbe rimanere in fase di oscillazione.

lunedì 16 ottobre 2017

Legge di bilancio: ecco le misure che verranno introdotte


È giunto il giorno della legge di bilancio, che dovrebbe essere varato oggi dal Consiglio dei ministri. si tratta di un duplice testo, uno che contiene il Documento programmatico di bilancio (composto di tabelle e un spunto degli obiettivi della successiva legge di bilancio), mentre l'altro è il disegno di legge vero e proprio. Il testo dovrà poi essere portato all'attenzione della Camera e del Senato entro il 20 ottobre.


I punti chiave della legge di bilancio


Cosa prevede la nuova legge? Anzitutto il blocco dell'aumento dell'Iva previsto per il 2018, che comporterà una spesa di 15,7 miliardi di euro, ovvero la maggior parte delle risorse della manovra stessa (sui 20 miliardi). Poi ci sono i soldi per gli Statali, ovvero l'aumento da 85 euro delle buste paghe dei dipendenti pubblici. Complessivamente la spesa dovrebbe aggirarsi su 1,6 miliardi, anche se c'è chi ritiene che ne serviranno 1,9 miliardi. In questo ambito, verranno ritoccati anche gli stipendi di professori e presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici.

C'è un capitolo di spesa anche per l'occupazione giovanile e femminile. Chi assumerà ragazzi fino a 29 anni otterrà un taglio dei contributi da versare del 50% per tre anni. Lo sgravio crescerà fino al 100% per le imprese che operano nel Sud. Perle donne invece c'è uno sconto sull'Ape social di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni.

Circa coesione sociale e nuovo reddito di inclusione, è previsto uno stanziamento di 600 milioni in più nel 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020. Si rivede anche l'ecobonus, che sarà confermato anche per il prossimo anno, anche se lo sconto fiscale sarà pi basso (50% anziché 65%) per le finestre o le caldaie a condensazione.

Infine c'è molta attesa in questo periodo per la Web Tax, che dovrebbe essere aggiunta in Parlamento come i correttivi allo spesometro e gli incentivi all'utilizzo del pagamento elettronico negli esercizi commerciali.

sabato 14 ottobre 2017

Trader italiani sempre più numerosi, ecco il loro identikit


Il numero di italiani che si è dato al trading online è cresciuto enormemente nell'ultimo ventennio. L'esercito dei clienti privati che operano sulle piattaforme di investimento è diventato un elemento importante anche per i bilanci dei grandi operatori, oltre ad aver creato un mercato a grande intensità di concorrenza. Il profilo tipico dell'italiano che gioca sui mercati è maschio, 35 anni, del nord. Il mercato degli investimenti online è sorto appena 20 anni fa, ed è in continua evoluzione visto che i servizi offerti sono in continuo aumento, e puntano soprattutto sul settore degli smartphone. Il "Fintech" potrebbe riservare non poche sorprese nel futuro prossimo.

L'identikit dei trader


Per adesso ci sono i dati. Alla classica compravendita di titoli si sono aggiunti numerosi altri strumenti finanziari. I più in voga negli ultimi tempi sono i Cfd (Contract for difference), ovvero tipi di contratto dove viene scambiata la differenza di valore di un certo titolo o sottostante, maturata tra il momento di sottoscrizione e la chiusura dell’operazione. Quindi non si possiede mai realmente il bene o lo strumento che si è scelto di negoziare. In questo ambito va ricordato il caso di Plus500, che si è specializzato proprio in Cfd. Qui trovate la guida su apertura conto Plus500 registrazione.

Nel 92% dei casi il trader è di sesso maschile ed ha un'età che si avvicina (in difetto o aumento) ai 35. Per lo più si tratta di un residente al Nord. Se però consideriamo la quota di trader che eseguono più di 200 operazioni a trimestre, l’età media scende a 25-44 anni per il 33% del campione. Inutile dire che sono proprio questi i soggetti più "ambiti" dal ogni piattaforma forex migliore.

Dal momento che anche gli orari contano, e che occorre una certa flessibilità per poter cogliere tutte le occasioni di mercato, non stupisce che ci sia una connessione con le attività lavorative che normalmente svolgono i trader italiani. I più numerosi fra i trader online sono i pensionati (16,7%), seguiti a ruota dai commercianti (12,5% del totale) e quindi dai promotori finanziari (8,4%) e dirigenti e imprenditori (7,2%). Solo il 5,6% è costituito da trader di professione.
A livello operativo si sfruttano soprattutto le piattaforme fisse (74%), mentre smarthpone e tablet vengono utilizzati prevalentemente per ottenere informazioni tempestive più che per operare online.

giovedì 12 ottobre 2017

Corruzione: 1,7 milioni di famiglie è stata vittima di questi episodi

Emerge un dato allarmante dall'Istat: circa 1,7 milioni di famiglie italiane (quindi il 7,9% del totale) ha dovuto fare i conti con la corruzione. Nel corso della vita infatti almeno una volta hanno incrociato persone che chiedevano denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni. Se restringiamo l'ambito temporale, nel corso degli ultimi 12 mesi una famiglia su cento si è imbattuta in questo genere di fenomeno. L'indagine fatta dall'Istat per la prima volta, visto che ha introdotto questi quesiti nello studio sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016.

Quali sono le zone dove i fenomeni corruttivi sembrano essere di più? Il Lazio è in testa con il 17,9%, mentre la zona più virtuosa in questo senso è la Provincia autonoma di Trento (2%). Tra i due estremi si registra una situazione molto variegata ed eterogenea.

I dati sulla corruzione

Riguardo invece l'ambito in cui si verificano i fenomeni corruttivi, nella maggior parte dei casi si consumano nel settore lavorativo (3,2% delle famiglie), soprattutto nel momento della ricerca di lavoro, della partecipazione a concorsi o dell'avvio di un'attività lavorativa (2,7%). Fa orrore vedere che nel 2,9% dei casi la corruzione si consuma in ambito giudiziario (regali o favori da parte di un giudice, un pubblico ministero, un cancelliere, un avvocato, un testimone o altri).

Altra situazione in cui si verificano fenomeni corruttivi sono quelle in cui le famiglie fanno domanda di benefici assistenziali (contributi, sussidi, pensioni di invalidità), mentre anche in ambito sanitario non sono infrequenti episodi di corruzione.
I casi in cui si verificano meno episodi corruttivi riguarda le public utilities: sono soltanto 0,5% le famiglie ha subito richieste del genere quando deve richiedere allacci, volture o riparazioni per energia elettrica, gas, acqua o telefono.

Ultimi due dati: l'85,2% delle famiglie ritiene che sia stato utile pagare per ottenere quanto desiderato, ma il 30,9% non lo rifarebbe. Siamo sicuri?

martedì 10 ottobre 2017

Mercato del petrolio: la salita c'è ma rimane l'incertezza


Malgrado i recenti rialzi, il mercato del greggio continua ad essere caratterizzato da una forte incertezza. C'è una persistente volatilità del sistema, dovuta chiaramente a un OPEC che sta provando a tenere i ranghi serrati sulla questione del contingentamento della produzione. Anche se negli Usa la produzione sta rallentando, c'è l'export che corre come non aveva mai fatto (colpa del differenziale tra WTI e Brent), il che mette ancora una volta il "cartello" sotto pressione. E forse lo costringerà a rivedere ancora le strategie.

I driver del mercato del petrolio


Quel che è certo è che si sta lavorando sul prolungamento dei tagli produttivi, almeno fino alla fine del 2018. Ma c'è di più. Il ministro iraniano Bijan Zanganeh ha detto che l’Opec Plus sta valutando anche tagli più pesanti. E non è neppure escluso che si riesca finalmente ad allargare gli aderenti al programma con paesi dell’Africa e dell’America Latina.

Negli ultimi giorni il crollo delle scorte Usa ha contribuito a tenere su il prezzo del barile. Lunedì i future sul greggio statunitense WTI e quelli sul Brent hanno chiuso in rialzo. Anche oggi abbiamo visto sulla piattaforma BDSwiss che il petrolio ha cominciato bene la seduta (qui puoi vedere come funziona BDSwiss).
A favorire la crescita c'è anche il sostegno dell’Opec secondo il quale i mercati starebbero rapidamente andando incontro a un riequilibrio. L'eccesso cronico di offerta quindi si sta correggendo. “Ci sono segnali evidenti di riequilibrio nel mercato” ha dichiarato il segretario generale dell’Opec Mohammed Barkindo.

Analisi tecnica


Dal punto di vista tecnico,per il WTI appare interessante il balzo verso il livello dei 49$. L’area funge da supporto importante, con tutte le conseguenze del caso. Suggeriamo di esaminare il grafico con  i segnali Ichimoku strategia. Circa il Brent invece, sembra che il mercato stia cercando di stampare la figura di un martello sul grafico giornaliero. Se così fosse avremmo un segnale di forza.

domenica 8 ottobre 2017

Mercato del lavoro: record dei contratti a termine

Ci sono due dati che colpiscono riguardo al mercato del lavoro italiano. Il primo è che il livello di occupazione è tornato ai valori del 2008, sopra quota 23 milioni. Il che sembrerebbe una cosa molto positiva. Tuttavia a mitigare gli entusiasmi ci pensa il secondo dato, in base al quale questa impennata è frutto di una crescita record dei contratti a tempo determinato, che sono giunti a 2,8 milioni. si tratta del livello più alto raggiunto dal 2004. Rispetto ad allora ne abbiamo addirittura 1 milioni in più. I dati sono stati elaborati - sulla base di quelli Istat - da parte della Cgil.

I dati del mercato del lavoro

La fotografia del mercato del lavoro evidenzia inoltre una emorragia degli autonomi, che sono arrivati a 5,3 milioni, quasi il 25% in meno rispetto al 2004. All'aumento del numero totale degli occupati, non corrisponde inoltre un eguale innalzamento delle ore lavorate e delle unità di lavoro standard. Anche le Ula (unità lavorative annue) sono in discesa nell'ultimo trimestre (-4,5%).

Un altro dato deve far riflettere. C'è stata una crescita sostanziosa dei lavoratori part-time, che ha toccato la quota record di 4 milioni 329 mila nel secondo trimestre 2017. Si tratta di quasi un milione in più rispetto al 2008 e quasi 1,5 milioni in più del 2004. La cosa preoccupante è che cresce soprattutto il part-time involontario, ovvero quello che viene svolto non per scelta ma per mancanza di occasioni lavorative a tempo pieno.

Si può quindi dire che non siamo certo ancora brillanti per quel che riguarda il mercato del lavoro. La piena o anche solo la massima occupazione da noi rimane ancora un miraggio. Peraltro si tralasciano i discorsi riguardo alla qualità dell'occupazione, negativa visto l'alto numero di precari e - appunto - di part time involontario.

venerdì 6 ottobre 2017

FED, Trump fà la sua prima nomina. Oggi i dati sul lavoro USA

In attesa di capire le prossime mosse della FED, arriva la prima mossa di Donald Trump "sulla" FED. Ieri sera infatti il presidente USA ha nominato il suo primo membro nell'istituto centrale americano, individuandolo in Randal Keith Quarles. Il Senato a maggioranza repubblicana, ha approvato la scelta di Trump dando così ufficialità alla nomina (65 voti favorevoli e 32 contrari). Quarles è il papà della società di investimento Cynosure, ed ha già avuto importanti esperienze politiche durante l'amministrazione di George Bush. Peraltro diventerà il primo vice Chairman della Bank Supervision, visto che nessuno aveva mai occupato questo posto.

La scelta di Trump tradisce il suo pensiero riguardo il futuro andamento della FED. Quarles infatti è un sostenitore della flessibilità circa le regole da dare alla finanza a stelle e strisce. Lui e Trump sono quindi sulla stessa linea di pensiero. Che è a sua volta ben differente da quella di Janet Yellen, attuale presidente FEd. Ella ha affermato più volte che l'attuale quadro molto rigido dovrebbe rimanere tale anche in futuro.
La partita a distanza tra Trump e Yellen comunque durerà ancora poco, visto che a febbraio scadrà il mandato dell'attuale Chairwoman e Trump pare intenzionato a non rinnovarglielo.

I mercati USA e la FED 


Nel frattempo, i mercati sono impegnati a guardare in tutt'altra direzione. Il dollaro, rimasto sostanzialmente stabile contro l'euro verso quota 1,17 (suggeriamo di sfruttare Awesome oscillator strategie opzioni binarie), attende soprattutto i dati macro in arrivo questo pomeriggio. Sarà infatti diffuso il cruciale report sull'occupazione, con il numero di nuovi occupati nel settore non agricolo che dovrebbe calare da 156mila a 130mila unità.


L'importanza di questi dati sta nell'effetto previsionale che possono avere sul rialzo del costo del denaro da parte della FED. Sembra assai probabile che a dicembre ci sarà un nuovo ritocco del costo del denaro, e questo evento comincia ad essere già prezzato dai mercati. Nelle ultime settimane infatti il dollaro s'è rafforzato, e sulla piattaforma +500 (vedi qui come si fa l'apertura conto Plus500 registrazione) lo abbiamo visto guadagnare decisamente terreno nei confronti dell'euro, scendendo dal livello record di 1,20.