lunedì 20 novembre 2017

Bonifici istantanei, si parte! Comincia una nuova era per la UE


Comincia l'era dei bonifici istantanei nella UE. Oppure, rovesciando il discorso, finisce quella dei "tempi bancari". Il progetto tanto caldeggiato dalla BCE di ridurre i tempi delle transazioni bancarie arriva al culmine, visto che comincia l'adozione del bonifico istantaneo (denominato RTL). Potranno essere fatti 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno all’interno di 34 Paesi del vecchio continente. Ci sono voluti 2 anni perché si passasse dalla semplice idea alla realizzazione del progetto. Durante questo periodo, una task force di 20 soggetti specializzati ha lavorato per consentire la partenza della sperimentazione a gennaio scorso. E dopo 10 mesi siamo pronti al via.

La prima fase per i nuovi bonifici

Al momento il servizio verrà portato avanti da 18 istituti di nove Paesi europei, tra cui alcuni gruppi bancari italiani come Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella. Il servizio è limitato inizialmente ad un massimo di 15 mila euro, ma accordi bilaterali tra banche potranno cambiare costi e limiti. Entro metà del 2018 gli istituti che abbracceranno questo nuovo strumento saliranno - secondo Eba - ben oltre la cinquantina. Inoltre si stima che per la fine del prossimo anno i pagamenti istantanei saranno disponibili da una rete bancaria cui fa capo circa l’80% del volume globale delle transazioni in area Sepa.
 La cosa che merita di essere sottolineata è che questo sistema di pagamento istantaneo è frutto di una tecnologia messa a punto da una azienda italiana, la Sia. Peraltro nei prossimi mesi oltre ai tre istituti poco fa citati, molte altre banche dovrebbero aggiungersi e offrire il servizio di bonifico istantaneo. Si tratta di istituti che già nella fase di sviluppo del progetto lo hanno sostenuto, come Banca Popolare di Milano e Monte dei Paschi di Siena.

sabato 18 novembre 2017

Trader concentrati sulla riforma fiscale USA. Arriva il primo via libera

L'ultimo giorno di negoziazioni sui mercati finanziari ha regalato parecchi sussulti sul fronte del dollaro, che alla fine chiude con un bilancio negativo contro le altre valute principali. La coppia Euro-dollaro è stata scambiata a 1,1791, su di 0,18%, con un andamento isterico del indicatore Zig Zag trading fibonacci.

Gli eventi clou per i trader



Nel corso della mattinata erano cominciate delle pressioni sul biglietto verde. A causarle le voci del Wall Street Journal, secondo cui il procuratore speciale Robert Mueller (che indaga sul Russiagate) avrebbe inviato dei mandati di comparizione a diversi membri dello staff di Trump. Si tratterebbe di oltre una decina di persone che erano impegnate durante la campagna elettorale.
Peraltro un'altra situazione è stata fonte di imbarazzo per la presidenza. Un operatore del Pentagono infatti ha ritwittato (ufficialmente per sbaglio) un post in cui venivano auspicate le dimissioni di Trump.

La riforma fiscale

Il grosso dell'attenzione dei trader si è però spostato sulla serata. Infatti la Camera dei Rappresentanti ha approvato una proposta di legge riguardo la famosa riforma fiscale USA. Il testo prevede la riduzione della tassa sulle imprese al livello più basso dal 1939. Inoltre dà un bel taglio anche alle tasse sulle persone fisiche nel 2018. Inoltre elimina la tassa sulle proprietà immobiliari nel 2015. Certo, la proposta non è ancora legge, ma la prospettiva che ciò accada a breve hanno spinto i fondi federali verso una probabilità del 100% che vi sia un aumento di 25 punti base dei tassi a dicembre.

Consiglio: ricordate sempre che lo spread è il costo che sostenete per fare trading sulle valute. Fate sempre un confronto spread broker più bassi per trovare quello più conveniente.

Guardando al futuro prossimo, il calendario economico non offre grandi spunti settimana entrante. Si tratterà peraltro di una settimana abbreviata dalle festività del Ringraziamento. La carrellata di indagine Markit PMI di novembre è forse la nota più degna di nota in arrivo. Il presidente della Fed Yellen dovrebbe anche parlare alla Stern Business School e saranno pubblicate le minute dell'ultimo incontro del FOMC.

mercoledì 15 novembre 2017

Fatturazione a 28 giorni, stop! Un emendamento le mette fuorilegge

Le modifiche apportate al decreto fiscale ed approvate dalla commissione Bilancio, mettono definitivamente fine alla querelle sulla fatturazione a 28 giorni di alcuni servizi come telefonia e pay tv. Oltre a questo provvedimento, anche altri sono stati ritoccati o aggiunti. Ad esempio il mini scudo fiscale per far rientrare i capitali degli ex residenti all’estero e frontalieri, e una serie di misure che servono a tutelare chi è stato vittima dei territori (come per la famosa nonna Peppina). Il testo del dl verrà portato in aule mercoledì mattina e con ogni probabilità il governo metterà la fiducia in modo da giungere al via libera.

Stop alla fatturazione a 28 giorni  

fatturazione a 28 giorniSi chiude quindi la questione delle bollette a 28 giorni per le imprese telefoniche, tv e servizi di comunicazione elettronica. Tutti dovranno ritornare ad una più cristallina fatturazione a mese, fatta eccezione per quelle promozioni che non sono rinnovabili e sono inferiori al mese. Sono invece esclusi luce e gas, perché i costi sono vincolati ai consumi e non all’arco temporale.

Gli operatori avranno 120 giorni per adeguarsi ed emettere fattura mensilmente, a partire dal momento dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Essi inoltre dovranno garantire informazioni chiare e trasparenti sulle offerte. In caso di connessioni in fibra ottica dovranno anche specificare se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale.

Le sanzioni in caso di violazioni


Inoltre il testo modificato della legge prevede che nel caso di variazione dello standard da parte dell’operatore, visto che i 4 mesi di tempo per adeguarsi sono un tempo assai congruo, si applica un indennizzo forfettario pari a 50 euro in favore di ciascun utente, che si incrementa di un euro al giorno dopo la scadenza del termine di 30 giorni in cui l’operatore, in caso di violazione dell’obbligo di fatturazione mensile, deve cessare la condotta e rimborsare le eventuali somme indebitamente percepite o comunque ingiustificatamente addebitate agli utenti.

Ricordiamo che grazie al "giochetto" delle fatturazioni a 28 giorni, le compagnie negli ultimi due due anni hanno incrementato i loro fatturati di circa un miliardo l’anno. Questo perché in sostanza il cambiamento unilaterale ha comportato di fatto un aumento delle tariffe dell’8,3%. A confronto di tali cifre, le multe da 240mila euro sono bruscolini.

lunedì 13 novembre 2017

Inflazione e PIL, i trader guardano ai dati sull'Europa

L'Europa si appresta a vivere una settimana intensa sul fronte dei dati macro, e questo agita i trader. A maggior ragione perché la settimana che è appena andata via è stata davvero povera di spunti macro. Questa invece sarà più intensa, soprattutto per quel che riguarda PIL e inflazione. Bisogna allora tenersi pronti, a prescindere dal time frame forex migliore che si utilizza per fare le proprie negoziazioni.

Coloro che seguono con attenzione il calendario fondamentale, guarderanno soprattutto all'Europa. E' infatti in programma la nuova stima sul PIL del terzo trimestre. Ci si attende un segnale di conferma riguardo la crescita di 0,6% t/t in Germania, mentre si spera di vedere una accelerazione in Italia a 0,5% t/t da 0,3% t/t. Molto importante la seconda lettura del dato sul PIL per l'Eurozona, che secondo gli analisti dovrebbe confermare una crescita a 0,6% t/t.

Eurozona e inflazione 


Occhio ai dati sull'inflazione. Finora la dinamica dei prezzi al consumo è stato il driver principale delle mosse della BCE sul fronte monetario. Occorre quindi osservare con attenzione questi movimenti. Il dato dovrebbe confermare un calo di 0,1% all’1,4% nell’Eurozona, mentre a livello di singole nazioni ci si aspetta una variazione di 0,2% in Germania e Italia, col dato annuo rispettivamente all’1,6% e all’1,1%.
Tuttavia non si escludono possibili sorprese in positivo, dal momento che il rincaro dei prezzi petroliferi nelle ultime settimane potrebbe far alzare il livello del CPI.

Riguardo l'area dollaro il calendario è ugualmente ricco. Per cui scegliete in fretta il vostro broker nella classifica migliori piattaforme di trading online. Usciranno infatti le prime indagini del manifatturiero a novembre. Da esse ci si aspetta una conferma dell'espansione rapida del settore. Attesi anche i dati sulle vendite al dettaglio (in calo) e gli aggiornamenti sulla produzione industriale e sui nuovi cantieri residenziali. Chi fa trading non dovrebbe poi trascurare gli sviluppi riguardo la riforma tributaria di Trump, che potrebbe spingere o rallentare il dollaro.

sabato 11 novembre 2017

Tassa sui rifiuti gonfiata: un errore ha fatto pagare il doppio in molti Comuni


Scoppia il caos TARI, ovvero la tassa sui rifiuti. Un errore nel computo della quota variabile del tributo ha fatto sì che negli ultimi 5 anni molti cittadini italiani di diversi Comuni hanno visto l'importo della tassa all'incirca raddoppiato. La grave irregolarità è stata svelata dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, durante una seduta di "question time" a Montecitorio, su richiesta del deputato Giuseppe L'Abbate (M5S). Cosa ancora più grave, nella richiesta si faceva riferimento a un problema evidenziato addirittura 3 anni fa da un articolo del Sole24ore.

L'errore di calcolo


Dove sta l'errore? Nella quota variabile legata al numero degli abitanti della casa (la quota fissa invece è legata alla metratura della casa). La parte variabile del tributo andrebbe infatti calcolata una sola volta sull'insieme di casa e pertinenze, tenuto conto del numero dei familiari. Chi ad esempio ha una casa con cantina e garage, dovrebbe pagare le quote fisse rispettivamente di casa, garage e cantina ma soltanto una ed una sola quota variabile. Invece in molti Comuni la quota variabile è stata calcolata su ciascuna pertinenza, facendo così aumentare a dismisura l'importo, anche fino al doppio del dovuto.




L'errore sarebbe stato commesso anche da Comuni di grosse dimensioni come Milano, Genova e Napoli. Il Movimento Difesa del Cittadino ha lanciato una campagna ('SOS Tari') per chiedere i rimborsi. Per aderire basta inviare una mail alle sedi locali, sulla base della quale l'associazione si occuperà di verificare gli avvisi di pagamento e inviare l'istanza di rimborso al municipio competente.

Le vicissitudini della Tassa sui rifiuti



Va detto che la vita della tassa sui rifiuti non è nuova a turbolenze. Poco tempo fa la Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di disservizio grave e perdurante nel tempo, la vecchia Tarsu andava ridotta al 40%, insomma si aveva diritto a uno sconto (il caso riguardava Napoli, per i disservizi nel 2008). Ma più di recente (un paio di mesi fa) anche il Consiglio di Stato si era pronunciato sulla Tari, stabilendo che è illegittimo il criterio che penalizza chi viene da fuori, facendo cioè agare di più a chi non è residente.

La beffa però è nel finale della storia. Malgrado questo caos, la Tari potrebbe subire dei rincari perché sono previsti nel disegno della legge di bilancio 2018.

giovedì 9 novembre 2017

Dollaro sempre più solido. Quali fattori lo stanno spingendo?

Qual è il sentiment dominante riguardo al dollaro da parte degli analisti? Se nella prima parte dell'anno la valuta statunitense è stata decisamente appesantita sui mercati, adesso sembra aver ritrovato slancio. La valuta americana ha risentito in modo molto positivo del rialzo dei Treasury, mentre l'indice del greenback ponderato per il cambio è cresciuto di quasi un punto percentuale da inizio mese, e di circa 3 punti percentuali da settembre.

Il cambio euro dollaro, che aveva sforato quota 1,20 adesso è sceso verso 1,15 (a proposito, lo sai che si può fare Forex trading con paypal postepay?). Secondo molti questo downtrend proseguirà ancora fin verso quota 1,12-1,10 nelle prossime settimane.

I driver del dollaro

Ci sono soprattutto due elementi che giocano a favore del dollaro. Il primo è l'ottimismo sul fronte fiscale, il secondo sono le confermate solide dinamiche di crescita. Gli ultimi dati sono risultati piuttosto solidi, anche quando non hanno esaltato (come i recenti dati sul lavoro). Del resto il livello di disoccupazione è sceso ai valori dell'anno 2000. L'indice PMI del settore manifatturiero statunitense continua a salire. Tutto questo accresce la possibilità di una riforma delle imposte. Proprio questo aspetto, tanto sbandierato da Trump in campagna elettorale, potrebbe essere il "regalo di Natale" per gli americani.

Consiglio: se volete fare investimenti online sulle valute, comprendente prima bene cos è la leva finanziaria forex trading e come funziona.


Inoltre va tenuto conto del fatto che la Federal Reserve dovrebbe decidere di continuare ad aumentare i tassi di interesse a dicembre. E probabilmente nel 2018, con il nuovo presidente Jerome Powell, la Fed alzerà i tassi altre due volte. Viceversa la Bce dovrebbe mantenersi ancora più accomodante. Questo finirà per dare ancora più slancio al Dollaro Usa. Con buona pace di "The Donald", al quale il greenback non piace troppo forte (lo ha detto in tutti i modi da quando è presidente).

martedì 7 novembre 2017

Benzina: calano i consumi ma i prezzi restano su per colpa delle accise


Calano i consumi di benzina, ma aumentano i prezzi. E qui da noi in Italia continuano ad essere tra i più cari d'Europa. Ecco l'immagine del sistema di trasporto del nostro paese, dove nel corso di 12 mesi i consumi di prodotti petroliferi sono scesi del 6,2%. Ancor più marcato è il calo dei rifornimenti alla pompa, scesi dell'8,7% rispetto a un anno fa. Una piccola parte di questo calo è dovuto alla crescita globale delle auto ibride (3,1% delle nuove immatricolazioni), elettriche (0,1%), GPL e metano (6,5% e 1,5%).

Il prezzo della benzina


Quello che invece continua a crescere è il prezzo della benzina. Se in Europa la media è di circa 1,228 euro al litro, in Italia saliamo di oltre il 25% arrivando a 1,521 euro al litro. Dei prezzi più elevati si registrano solo in quelle economie nordiche dove c'è maggiore ricchezza pro capite: Norvegia, Islanda, Danimarca e Paesi Bassi. Se il dato sul prezzo viene rapportato anche al reddito medio pro capite, allora schizziamo in vetta.

Ad incidere in modo pesante sul prezzo della benzina sono le tasse. C'è un numero di accise in vita da decenni (per motivazioni che ormai non hanno neppure più luogo di esistere, come la guerra in Etiopia o la ricostruzione post-terremoto in Irpinia) che rimangono costanti anche quando il costo della materia prima cala. Per questo motivo anche quando il petrolio è sceso fin verso i 35 dollari al barile, il prezzo della benzina non è sceso mai oltre una certa soglia (1,450 circa).

E allora si comprende bene quel che è successo a Cagliari, dove una catena di Sant'Antonio ha informato la gente che in via Is Maglias si poteva fare benzina e diesel a 1 euro. Al distributore Tamoil infatti per diverse ore è rimasto in vigore il vantaggiosissimo prezzo. Risultato: code lunghissime di automobilisti che non si volevano far scappare l'occasione. Con buona pace del gestore, che quando si è accorto dell'errore è corso a staccare tutto, ma ormai il danno era fatto.